UniGe Contamination Lab (CLab) ha avuto l'opportunità di visitare il Talent Garden di Genova, partecipando a un evento ricco di spunti e connessioni.
L'incontro, organizzato da Alessandro Cricchio e Matteo Altamura, ha offerto ai CLabbers un'occasione unica per entrare in contatto diretto con figure chiave dell'ecosistema startup, apprendendo strategie, modelli di investimento e le sfide che caratterizzano il mondo dell'imprenditoria odierna.
Talent Garden Genova (TAG Genova) è uno spazio di coworking per professionisti del digitale, tecnologia e creatività. Fondato nel 2013, dal 2022 ha aperto il campus ai Giardini Baltimora. TAG Genova connette educazione, ricerca e industria, offrendo spazi attrezzati e promuovendo la cultura d’impresa innovativa. L'obiettivo è accelerare lo sviluppo regionale e incrementare l’attrattività del territorio.
Due panel sono stati il fulcro della giornata: nel primo un panel di esperti ha condiviso la propria esperienza e visione sullo sviluppo economico e finanziario delle startup, nel secondo sono stati protagonisti alcuni startupper che hanno condiviso le loro storie di crescita, successi e difficoltà.
Lezioni dall'Esperienza: Consigli Chiave dai Protagonisti del Settore
“L’importanza di costruire un team multidisciplinare”, è questo il concetto chiave espresso negli interventi degli stakeholder dell’ecosistema startup.
Proprio quello che si impara con CLab: non basta avere un’idea è necessario sapersi muovere attraverso competenze/soft-skill e, quando non si possiedono, vanno trovate con un team multidisciplinare che possa coprire aree spesso sottovalutate, come quelle finanziare, economiche così come nella comunicazione e le pubbliche relazioni.
Un percorso nello sviluppo economico-finanziario di una startup a tutto tondo, partendo dagli investitori “irrazionali”, i 3-F: Family, Friends, Fools; lungo tutte le fasi di crescita fino alla exit.

Alberto Clavarino, attivo sostenitore e divulgatore dell’ecosistema startup genovese con la sua “Genova Startup”, ha raccontato la sua esperienza nella fondazione di una startup legata a internet nel 1994, nel momento esatto in cui si stava affacciando alla società pubblica, evidenziando come la rapidità con cui fu creata la società grazie a un'unione di capitali e competenze hanno permesso di essere pionieri in un mercato emergente portando a una leadership precoce.
Francesco Lato ha introdotto al suo ruolo come Business Angel: un investitore privato che apporta capitali e competenze in cambio di una quota minoritaria, con l'obiettivo di un guadagno futuro dalla vendita della società. Investimenti con alto rischio il cui interesse è focalizzato su startup con alto potenziale di crescita e vendita futura.
Importante per chi pensa di avviare una strartup è sapere che per un investitore, anche in assenza di fatturati iniziali, è importante dimostrare potenziale di crescita e capacità di movimento sui mercati. Fondamentale, dunque, prepararsi a essere valutati non solo sull'idea, ma soprattutto sul team e sulla capacità di esecuzione.
Stephania Massaro di Banco BPM ha portato il punto di vista del mondo bancario negli investimenti in startup. L’impegno delle banche avviene prevalentemente attraverso capitale di debito, in un momento successivo ai primi investimenti nella startup.
Fondamentale e molto approfondita è la valutazione bancaria basata principalmente sul business plan, che deve dettagliare l'attività, il team, la motivazione dell'idea (bisogno), il vantaggio competitivo, il target di clientela, la strategia commerciale, i costi, i piani di investimento e i tempi per raggiungere la redditività. La banca valuta attentamente la sostenibilità del modello di business e l'abilità del team nel gestire le risorse finanziarie in modo efficace. Fondamentale, ma spesso dimenticato in una fase iniziale, avere una chiara comprensione dei costi e dei tempi necessari per lanciare e rendere redditivo il prodotto/servizio.
Paolo Maria Romano ha introdotto Ventive Group, una società di consulenza per startup e venture capital. A sua volta una startup, cerca di creare al suo interno un ecosistema completo per la generazione e gestione di startup.
Realtà come questa investono in fasi pre-seed e seed, focalizzandosi sulla validazione dell'idea tramite MVP (Minimum Viable Product) e sulla traction. Organizzano club deal per facilitare l'incontro tra startup e investitori, operando con capitale di rischio e spesso coinvestendo.
Da non sottovalutare, in particolare nelle fasi di scale-up, la spinta che può dare l’ottenimento di finanziamenti bancari: sono spesso interpretati dagli altri investitore come segnale di solidità sia del team che dell’idea e possono portare a una forte accelerazione nell’acquisizione di capitali, anche pubblici.
Miriam Molinari dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) ha descritto come anche per gli istituti di ricerca sia fondamentale aiutare a trasformare idee in startup tecnologiche, sottolineando il ruolo della proprietà intellettuale.
Storie di Successo e Insegnamenti Pratici
Non solo stakeholder legati al mondo della crescita finanziaria, ma anche testimonianze dirette di crescita e evoluzione da parte di 5 startupper genovesi. Tanti i consigli, come non esitare a cercare investitori strategici, come aziende che operano in settori affini o complementari, ma anche fare attenzione alle possibilità offerte da finanziamenti e bandi pubblici, locali, nazionali e europei. Essere sempre pronti a evolvere il modello di business in base alle dinamiche del mercato e alle nuove opportunità.

Camilla Rollero ha portato la storia di Mr. Dee Still, un e-commerce di beverage nato durante il Covid, nato attraverso l’investimento iniziale di un business angel e al successivo coinvolgimento di due aziende e di un'agenzia di comunicazione.
Realtà nata intuendo l’esplosione del mercato delle consegne a domicilio, oggi pronta a fare un “pivot”: cambiare il modello di business per adattarsi alle modifiche del mercato, in questo caso andando oltre al l sistema di e-commerce in cui oggi è difficile competere per piccole realtà.
Michele Dipalo ha presentato Foresee Biosystems una startup nata dall'IIT che sviluppa e commercializza sistemi di laboratorio per testare la tossicità dei farmaci sulle cellule cardiache.
Startup con un lungo processo di R&D, molto costoso e durato anni, finanziato inizialmente da fondi europei e poi da investitori corporate. Ha sottolineato come per idee radicalmente nuove, il finanziamento pubblico (come quello della Commissione Europea) possa essere cruciale, dato che gli investitori privati sono inizialmente riluttanti quando sono necessarie lunge fasi di R&D.
La startup Abit, introdotta da Michele Clerici, si concentra sull'analisi della biodiversità nel terreno per garantire la salute delle colture e promuovere la sostenibilità nell'agricoltura. Un grande mercato ma molto tradizionale e un tema, quello della sostenibilità, all’avanguardia ma ancora sottovalutato.
In questo caso fondamentali per lo sviluppo sono il potere del marketing e dello storytelling per comunicare il valore della proposta sia verso i clienti che gli investitori.
Abu Abdelmahdi racconta di Oxyera, startup neonata nel settore sanitario che utilizza l'AI per connettere medici, case di cura e farmacie, aiutando i pazienti nella gestione dei farmaci.
Oltre a ribadire l'importanza di costruire il team e la rete di contatti, ancor prima della ricerca di capitali, suggerisce l'uso delle stock option per attrarre talenti. Sistema importante, quello delle stock-option, proprio per sviluppare idee in particolare nel mondo “tech” dove è necessario attrarre personale estremamente specializzato con un capitale minimo se non nullo.
Per la loro esperienza è importante la transizione da un modello B2C a B2B, la brevettazione, e avere sempre chiaro l’obiettivo di vendere il proprio prodotto/servizio.
Riccardo Prosperi con Boschi Vivi porta un punto di vista “atipico” per una startup nata come cooperativa finanziata attraverso il crowdfunding.
Un progetto di recupero boschivo con un'innovativa componente di commemorazione tramite la sepoltura di ceneri. Dal bootstrap con fondi personali e bandi europei, al crowdfunding per specifiche esigenze di marketing e comunicazione, strumento utilissimo soprattutto per progetti con una forte componente sociale o ambientale.
Ha sottolineato l'importanza di una comunicazione trasparente con i crowdfunder e di trovare un tono di comunicazione adeguato per un tema delicato come la morte.
Importante riflettere poi sulla scelta iniziale della forma societaria, quella cooperativa nel caso di Boschi Vivi è stata utile per le fasi iniziali ma rende molto complesse le procedure per una futura exit.
Dall'Idea all'Azione: L'Importanza di Team, Mercato e Resilienza
Questo evento ha offerto una prospettiva diretta e concreta sul complesso mondo delle startup, andando oltre la teoria e fornendo testimonianze reali di startupper, business angel e rappresentanti di istituzioni finanziarie. Per i clabbers, impegnati nello sviluppo di idee innovative e nella risposta alle sfide aziendali, comprendere fin da ora l'importanza di identificare un reale bisogno di mercato e di quantificare il potenziale è cruciale per trasformare le loro idee in azioni concrete.
La discussione ha inoltre sottolineato l'importanza di costituire un team solido e multidisciplinare che comprenda non solo competenze tecniche, ma anche visione imprenditoriale e capacità di vendita. Questo aspetto risuona particolarmente con la filosofia del CLab, che promuove la contaminazione tra saperi e il lavoro in gruppi multidisciplinari.
L'aver ascoltato l'importanza della tutela della proprietà intellettuale, del networking per trovare investimenti e clienti, e della redazione di un business plan completo e realistico fornisce ai clabbers strumenti pratici e consapevolezza per le fasi future dei loro progetti. Inoltre, le testimonianze sulle sfide, i fallimenti e la necessità di "pivotare" hanno offerto una visione autentica del percorso imprenditoriale, preparando i partecipanti alle inevitabili difficoltà e all'importanza della resilienza.

Ringraziamo TAG per aver organizzato un'occasione di formazione preziosa per i clabbers di immergersi nel concreto ecosistema delle startup, di apprendere direttamente dalle esperienze di professionisti del settore e di rafforzare le competenze necessarie per trasformare le loro idee innovative in realtà imprenditoriali di successo, in linea con gli obiettivi di UniGeCLab.